Al direttore - Da ateo (un po’ devoto), materialista e liberale vorrei provare a confutare il Papa. E a difendere l’idea laica e liberale di “bene” dalle insidie del soggettivismo del gesuita Bergoglio. Scalfari ha sbagliato a non confutare l’affermazione relativistica di Bergoglio: “Ognuno ha la sua idea di bene”, che matura e si forma nella “coscienza individuale”, unico vero tribunale e autorità del concetto di bene. Questa tesi è errata. Da un punto di vista cristiano. Ma, anche e soprattutto, da un punto di vista laico e liberale. Anzi è una regressione, una degradazione, una distorsione di un fondamentale assunto della modernità, della laicità e del liberalismo. Gnocchi e Palmaro Orgoglioso lamento cattolico - Ferrara La coscienza di due cristiani liberi di Umberto Minopoli