Laura Boldrini, presidente della Camera, ha giustamente buona considerazione di sé. Ottima, anzi. Esagerata, a volte. La presidente Boldrini, da quando siede sullo scranno più alto di Montecitorio non solo ha mutato pettinatura, così da passare dalla chioma sciolta al prestigioso chignon (della Iotti evocativo: almeno, forse, si spera), ma ha preso pure un’espressione perennemente corrucciata, labbra perennemente serrate, sguardo perennemente pensoso.