Schiacciare il tasto Uber, come ha fatto il premier Renzi, basterà a fare apparire i vari Lupi, Pisapia e Maroni come dei retrogradi aficionados della rozza lobby dei tassisti, peraltro in ossequio alla tradizione della politica romanocentrica (chiedere a Gasparri e Alemanno). Farlo davvero, però, vuol dire sferzare i regolatori che frenano il proliferare di applicazioni che, come la mobilità libera di Uber, potrebbero comportare sia servizi più flessibili per i consumatori sia benefici diffusi e risparmi (anche pubblici).