Nella convulsa stagione pre-elettorale dominata dal successo di un centrosinistra rifondato dalle primarie e dalle convulsioni del centrodestra, le varie formazioni centriste appaiono ancora in attesa: di non si sa che cosa. Il partito che appare più rilevante, l’Udc di Pier Ferdinando Casini, ha annunciato tre o quattro ipotesi di aggregazione, tutte rimaste sulla carta. Mentre Pier Luigi Bersani, nonostante il veto sussurrato da Nichi Vendola, insiste in profferte di alleanza post voto che vedrebbero i centristi in una posizione caudataria, e Casini non è in grado di affermare un’alternativa credibile all’egemonismo del Pd.