Il telefono piange. Almeno per ora. Al Lingotto, sembra, non è arrivata la richiesta di “un incontro urgente” da parte del ministro dello Sviluppo, Corrado Passera, né da parte del responsabile del Welfare, Elsa Fornero. Di sicuro Sergio Marchionne non chiamerà per primo: prima del 30 ottobre, almeno, quando annuncerà alla comunità finanziaria i conti del terzo trimestre, ogni comunicazione sul piano dell’azienda sarà prematura. Ma l’unica certezza, in mezzo a tante ipotesi, è che ormai nessuno si fa più illusioni: l’ipotesi di una ritirata della Fiat dall’Italia rischia di essere più di un’ipotesi.