C’erano biglie di ferro grandi come noci dentro le sette bombe artigianali esplose ieri davanti alla sede del Partito comunista della città di Taiyuan, nel nord della Cina. Erano le 7,40 del mattino, piena notte in Italia, e i funzionari del governo cinese stavano iniziando a entrare nell’edificio quando è scoppiato il primo ordigno. Ne sono seguiti altri sei, a circa venti secondi di distanza l’uno dall’altro. Un’anziana signora che stava portando il nipote a scuola, dicono i testimoni, è stata uccisa, otto persone sono state ferite.