"Per ottenere il rimborso dell’Imu che hai già pagato”, dice la scritta sul manifesto. Istintivamente, uno cerca l’apposito modulo nella cassettina, rincasando consulta la bacheca del condominio, va in Posta e chiede il prestampato F24. “Se non dovessimo rendere l’Imu non mi faccio più chiamare con il mio nome e cognome e cambio paese”, va ripetendo il Cavaliere, con l’allegra sfacciataggine di Crozza quando regala i soldi (“non sono miei, li ho presi alla scuola!”). Ora, va bene la maestria del buttare lo scontro politico in caciara, l’arte della battuta grassa per vellicare l’unica vera zona erogena dell’elettore, il portafogli.