Le dita alzate a formare una “V”, nere e viola, i sorrisi lì dietro, orgogliosi: abbiamo votato, siamo vivi. Non c’è niente di più potente di un uomo che sta in fila davanti ai seggi, deciso ad arrivare fino all’urna, anche quando è stato minacciato di morte, anche quando gli è stato ucciso il fratello, anche quando la moglie lo ha implorato: ti prego, no, è pericoloso, non andare. Ci sono state elezioni, in questi anni Duemila così guerreggiati, che hanno ridato alla democrazia il suo senso profondo e liberatorio: in Afghanistan, in Iraq, per esempio. di Paola Peduzzi e Daniele Raineri