Gli spagnoli se ne vanno, il loro paese finirà come la Grecia, il loro primo ministro continuerà a rifugiarsi nella sua “retranca”, nell’ambiguità, la disoccupazione continuerà a restare sopra al 20 per cento chissà ancora per quanto, e se il 25 novembre i catalani faranno il passo più lungo della loro indebitata gamba non ci sarà nemmeno più un’unica Spagna.