L’annuncio, anzi la conferma, da parte di Vittorio Grilli che l’Italia non dovrà effettuare nessuna manovra correttiva nel 2013 perché il pareggio di bilancio “strutturale” (al netto degli effetti della austerity) sarà comunque raggiunto, rassicura famiglie e imprese e toglie dal ring della campagna elettorale un elemento di forte disturbo. Il ministro dell’Economia non è candidato né interessato al dopo 24 febbraio, data delle elezioni: per lui sarebbe pronta una poltrona di vertice in una grande banca internazionale; e questo rafforza la sua credibilità.