La prima giornata della XVII legislatura se n’è andata, come largamente previsto, senza che i partiti vecchi e nuovi riuscissero a eleggere i presidenti di Camera e Senato, il minimo sindacale e istituzionale di una democrazia. Anzi, in un clima di sospetti e dialoghi tra sordi, con il bordone cupo dei neofiti a Cinque stelle, s’è respirata nei due rami del Parlamento un’aria sfiduciata, sfilacciata, con poche idee, da sistema in decomposizione. Vedremo se la giornata di oggi sarà migliore, è un auspicio dovuto. Il problema è che la strada paludosa in cui ci si è infilati, a partire dal Pd del capitano senza bussola Pier Luigi Bersani, è senza sbocchi ragionevoli.