“Chi non prega il Signore, prega il diavolo”, ha detto Papa Francesco nella sua prima omelia, citando lo scrittore francese Léon Bloy. Guai ai tiepidi, è come se dicesse il nuovo Pontefice, prendendo in prestito le parole taglienti di uno dei più controversi personaggi della scena letteraria europea tra Otto e Novecento. “Impresario di demolizioni”, si definiva Bloy, che fu portatore di un cristianesimo apocalittico e incendiario, nel quale trovò spesso spazio l’invettiva anticlericale e antipapista, oltre a un antisemitismo dai toni medievali.