Antonio Ingroia ha avuto veramente naso quando ha deciso di lasciare in fretta e furia la gloriosa trincea di Palermo per trovare riparo in quel meraviglioso “luogo dei mille alberi” che è il Guatemala. Certo, lì dovrà pure vedersela con i narcos e con i “corpi illegali della sicurezza” sopravvisuti alla guerra civile ma, almeno per un anno, eviterà di entrare nel mirino di quei parrucconi brutti e cattivi che, sparsi tra il Quirinale e il Palazzaccio di Roma, vogliono a tutti i costi dimostrare che la tanto cantata inchiesta sulla Trattativa non è altro che fuffa.