Occulta la preoccupazione dietro un sorriso, “adesso siamo più forti”, “con la separazione dentro il Pdl si è fatta chiarezza”, dice, e la sua proverbiale flemma diventa uno schermo, una maschera che nasconde l’inquietudine con la quale in realtà Enrico Letta osserva il percorso di guerra che attende lui e il suo governo: la mozione di sfiducia ad Annamaria Cancellieri (domani), la decadenza di Silvio Berlusconi (il 27 novembre), l’ormai inevitabile vittoria di Matteo Renzi alle primarie del Pd (l’8 dicembre). “Una grana alla volta”, dicono al Foglio da Palazzo Chigi.