Identificare un “nemico” tra i viventi è esercizio sgradevole e perfino diseducativo. All’inizio ho diffidato del giochino estivo del Foglio e dei piccoli grandi sadismi che poteva alimentare, specie in un paese come il nostro, sempre un po’ al di qua della normalità, dove l’avversario politico è per antonomasia il Nemico (da eliminare), all’interno di una guerra civile latente. Poi, dopo averci rimuginato, ho provato a mettere a fuoco un nemico che, certo, può coincidere con questa o quella persona (e anche, ovviamente, con chi scrive questo pezzo), ma che ha natura più sfuggente, liquida, mutevole. di Filippo La Porta