Adriano Sofri su Repubblica, partendo dalla vicenda libica, esamina i limiti intrinseci delle operazioni di “polizia internazionale” e pur criticando chi su questi argomenti antepone le ragioni del realismo, magari non sempre cristallino, deve porsi interrogativi e dubbi interessanti, anche se talora un po’ ellittici. Che il mondo non sia uno stato, che il diritto internazionale riguardi le relazioni tra stati e non tra cittadini – con l’eccezione dei “diritti umani”, dalla cui proclamazione non deriva un automatico sistema sanzionatorio – Sofri lo sa benissimo.