Un’economia competitiva si riconosce non tanto per un tasso di cambio conveniente (deprezzato), quanto per l’elevato livello della produttività; come sottolinea il premio Nobel Edmund Phelps, questo è anche il fondamento di un tenore di vita elevato e di un mercato del lavoro ricco di opportunità e di soddisfazioni per chi vi partecipa. Da questo punto di vista, in Europa la situazione non solo non è rosea, ma tende a peggiorare. Un rapporto del World Economic Forum ci ricorda che l’Unione europea è ormai stata superata, in termini di pil pro capite, dalla Corea del sud, paese di ben più recente industrializzazione. Mingardi L’Italia nega che i “perdenti sociali” esistono e così impedisce l’innovazione - Cingolani L’asse Napolitano-Bankitalia contro l’eterno refrain consociativo di Stefano Micossi