Il mercato finanziario internazionale è pervaso da una sindrome da otto volante, in relazione a quel che può accadere all’euro. Ci sono giorni dominati da un cupo pessimismo, nei quali aumenta la distanza tra gli interessi sui titoli di debito degli stati a rischio e quelli dei titoli considerati meno rischiosi, scendono i titoli in Borsa delle banche perché si pensa che i loro parametri patrimoniali siano insufficienti a coprire le perdite di valore dei titoli pubblici che esse possiedono. Leggi Barroso promuove gli eurobond: "La Grecia resterà nell'Ue" - Leggi La crisi dell’eurodebito infuria pure tra Germania e Stati Uniti - Leggi Il circo mediatico-finanziario di Stefano Cingolani