Passando verso le sette di mattina ma anche prima, dalla Via E. Albanese, per intenderci la via dell’Ucciardone, dove le famiglie dei carcerati ogni giorno e con qualsiasi tempo, aspettano il loro turno per visitare i parenti che vi sono reclusi, vi accorgerete di chi facendosi largo tra una discreta folla va ad annotare, ma succede anche che si faccia aiutare a scriverlo per problemi alla vista e non solo, il proprio nome su un foglio affisso in maniera provvisoria ad un portone ancora chiuso, situato a qualche decina di metri dal carcere.