Oggi la Fiom scende in piazza “a difesa” dei lavoratori metalmeccanici, incurante del fatto che la sua linea sindacale di contestazione e al tempo stesso neocorporativa li danneggia. La Fiom esige contratti nazionali vincolanti che irrigidiscono il mercato del lavoro e pretenderebbe di far parte delle rappresentanze sindacali “unitarie” di fabbrica anche quando non firma i contratti aziendali e ha la minoranza nelle votazioni tra i lavoratori per la loro approvazione.