A Renzi offrono “il sindaco d’Italia”, il maggioritario a doppio turno, dov’è possibile stendono anche un tappeto rosso, anticipano un desiderio, precedono una richiesta, e quando il ragazzino arriva al sommo sberleffo di scippare le deleghe di Gaetano Quagliariello alle Riforme – “di questo me ne occupo io”, ha detto a Enrico Letta – loro s’impongono persino un sorriso che occulta lo smarrimento, gli sguardi remoti e cosmici, spersi, che gli uomini di Angelino Alfano ormai si scambiano nel ritiro di Palazzo Chigi. E dunque smaniano per una carezza pubblica del segretario rottamatore che invece li fa vittime di mobbing politico, li snobba. Cerasa Tregua, altro che patto. Così Renzi sfiderà Letta sulla legge elettorale - Lo Prete Renzi rottami la “stabilità” o sarà logorato, dice Zingales