Per il quotidiano americano Wall Street Journal, Sergio Marchionne non è più l’uomo che “suda” su ogni dettaglio di Chrysler, come venne definito in due pagine di ritratto-elogio all’indomani del ritorno al profitto della Casa americana, nel 2011, a due anni dall’ingresso di Fiat nel capitale. Chrysler ora genera utili mentre Fiat vende poco in Europa e vede vacillare la sua leadership nel mercato brasiliano; ormai Marchionne pare più un fardello, un usurpatore di valore.