Fuori un modesto picchetto di contestatori tenuti a distanza dal Palazzo, bandiere fianiane e dipietriste per la prima volta insieme. Dentro, al primo voto segreto della giornata, su un emendamento dipietrista, sei anonimi voti dell’opposizione sono passati alla maggioranza. Silvio Berlusconi ha incassato il “sì” della Camera al processo breve, da oggi all’esame del Senato con corsia preferenziale e tempi contingentati. Una maggioranza disciplinata e stakanovista – tutti presenti ministri compresi – contro un’opposizione armata di Costituzione ma impotente e troppo nervosa.