Per sedersi da pari al tavolo dei leader europei, Mario Monti voleva 30 miliardi di euro, e subito. Così il governo ha pensato di reintrodurre l’Ici sulla prima casa e di rivalutare gli estimi catastali. Per contrastare parzialmente l’effetto recessivo della manovra, c’è ora da agire su due fronti: liberalizzazioni (resistendo a certe lobby ben rappresentate in Parlamento) e privatizzazioni. A che pro altrimenti aver bruciato risorse private, se non si usa il tempo guadagnato per riattivare un credibile percorso di ripresa?