Mario Draghi spiazza tutti, dai mercati agli analisti fino ai commentatori, e riduce di 25 punti base, all’1,25 per cento, il costo del denaro. Il nuovo presidente della Bce, insediatosi il primo novembre, ha così ammesso che esiste un problema di bassa crescita, quindi i tassi si possono ridurre senza effetti significativi per l’inflazione. Una mossa bernankiana – con il presidente della Federal Reserve Draghi ha un antico legame – che è stata salutata con favore dalle Borse europee: Piazza Affari ha chiuso con un guadagno del 3,23 per cento, seguita da Francoforte (più 2,81 per cento) e Parigi (più 2,73 per cento).