In una lunga lettera inviata a Reset per partecipare alla commemorazione dei cinquant’anni dalla morte di Luigi Einaudi, Giorgio Napolitano ripercorre le vicende del difficile rapporto tra liberalismo e riformismo italiani nel quadro della costruzione europea. Si potrebbe dire che, nel suo saggio, indica l’esigenza di una “riforma del riformismo”, chiamato ad assumere appieno gli obiettivi della liberalizzazione, anche sacrificando gli aspetti obsoleti o addirittura parassitari delle conquiste dello stato sociale.