Bradley Manning è stato condannato a 35 anni di carcere, con la condizionale, per aver passato a Wikileaks circa 700 mila documenti riservati del governo americano. La corte marziale non ha inflitto il massimo della pena per i reati contestati, 90 anni, né ha accolto le richieste dell’accusa, che voleva 60 anni di prigione senza condizionale, e si è avvicinata piuttosto alla pena prevista per i capi d’accusa per i quali Manning si è dichiarato colpevole. L’ipotesi di una sentenza leggera rispetto alle richieste – si tratta del più grande leak di documenti della storia americana – circolava da quando la corte lo ha assolto dalla più grave delle accuse, quella di intelligenza con il nemico, e tecnicamente Manning potrà chiedere al giudice di riconsiderare il suo status dopo aver scontato un terzo della pena.