Alla fine anche Raffaele Bonanni, il segretario della Cisl che resta l’unico sindacato renitente alla logica “chiagne e fotte” dominante nelle altre rappresentanze sociali, comprese quelle padronali, ha accettato di indire uno sciopero, del tutto inutile, per protestare contro la Legge di stabilità. Per la verità le modalità dell’agitazione sono talmente diluite e articolate da decretarne fin d’ora l’irrilevanza, ma alla segretaria della Cgil, Susanna Camusso, bastava poter dire che esiste una comune volontà di lotta, anche se solo in seguito si saprà, forse, su quale piattaforma rivendicativa.