E’ arrivato forzando le tappe, correndo veloce. Per fare le cose in fretta, adesso, e il tempo contro l’audacia sempre combatte. La legge elettorale subito, le riforme in tempi non quagliarelleschi, il lavoro senza aspettare il geologico disgelo di Camusso. “Non galleggeremo in attesa del semestre europeo”, ha detto pure. Con quell’aria decisionista e allegra da toscano in gita, approssimata per eccesso alla soluzione dei problemi (l’intendenza, come il geometra, seguirà), è la nuova incarnazione del “ghe pensi mì”, da pronunciarsi rigorosamente con aspirazione fiorentina.