Michel Onfray è in Francia la grande popstar dell’ateismo filosofico militante, condensato in un “Trattato di ateologia” che ne ha fatto il più ricercato opinionista anticattolico (“ateo di servizio”, si è definito scherzosamente egli stesso). Da qualche tempo, però, gli strali di Onfray – coerentemente, in fondo – si stanno dividendo tra cristianesimo e islam. Onfray accusa l’islam – con la virulenza fino qui riservata solo alla chiesa – di predicare l’odio per gli stranieri, l’antisemitismo, la misoginia. E allora cominciano i dolori.