Le modifiche apportate al decreto Poletti sui contratti a termine, in primis la riduzione delle proroghe da otto a cinque, hanno snaturato un importante fattore di flessibilità sul quale il governo Renzi faceva affidamento. La modifica è avvenuta in sede di commissione alla Camera, dove la sinistra del Partito democratico, conservatrice, ha la maggioranza. Il significato politico è chiaro. La sinistra del Pd, che ammicca alla Cgil, si appresta a far votare all’Aula un nuovo testo per fare emergere (anche a livello mediatico) che la sua linea in tema di lavoro è maggioritaria nel Pd e condivisa in Parlamento, sebbene sia in conflitto con l’impostazione del premier e segretario di partito Matteo Renzi.