“Giovanni Paolo II non chiedeva applausi, né si è mai guardato intorno preoccupato di come le sue decisioni sarebbero state accolte. Egli ha agito a partire dalla sua fede e dalle sue convinzioni ed era pronto anche a subire dei colpi. Il coraggio della verità è ai miei occhi un criterio di prim’ordine della santità”. Tra tutti i commenti e contributi di queste ultime settimane sull’ormai imminente canonizzazione di Giovanni Paolo II (che sarà fatto santo assieme a Giovanni XXIII domenica prossima in piazza San Pietro), spicca quello - riscoperto in questi giorni dai media stranieri - di colui che fu per più di vent’anni il suo braccio destro: Joseph Ratzinger. Benedetto XVI, oggi Papa emerito, ha concesso lo scorso gennaio una lunga intervista al vaticanista polacco Wlodzimierz Redzioch – curandone personalmente la traduzione in italiano – apparsa nel libro “Accanto a Giovanni Paolo II – Gli amici e i collaboratori raccontano” (Ares) di recente pubblicazione. Leggi anche Matzuzzi Fare la morale a Wojtyla