Il dato del pil nel terzo trimestre – meno 0,1 per cento – reso finalmente noto dall’Istat dopo una querelle con il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, certifica per l’Italia il ventisettesimo mese di recessione: peggior risultato europeo dopo la Grecia. Per attutirne l’impatto l’Istat ha corredato la cifra (nota ufficiosamente, ma uscita prima da Bruxelles e poi da Roma) con varie tecnicalità. Ma non cambia il risultato né la proiezione su fine anno: un pil a meno 1,9 per cento, rispetto all’1,8 fino a ieri stimato dal governo. Solo mezzo punto meglio del meno 2,4 del governo di Mario Monti.