L’ultimo suo grido di vittoria risale a una ventina di giorni fa quando il tribunale di Milano aveva scandalosamente condannato a un anno di carcere senza condizionale tre giornalisti di Panorama, tra i quali il direttore e Andrea Marcenaro, colpevoli di avere scritto che lui, Francesco Messineo, procuratore di Palermo, era un capo debole, “privo di carisma”, e che il vero padrone dell’ufficio era in realtà il suo vice, quell’Antonio Ingroia che, dopo avere indagato per una decina d’anni sulla fantomatica trattativa tra stato e mafia, aveva pensato bene di mettere a frutto la popolarità costruitagli attorno dagli amici giornalisti e di candidarsi, come Bersani o Berlusconi, a capo del governo. Ferrara Marco Dettaglio ha perso le staffe