Maastricht dista da Roubaix in linea d'aria nemmeno duecento chilometri. Ma è tutta un'altra cosa, tutto un altro mondo. Le Fiandre, siano esse reali e belghe oppure similari e francesi, diventano passato, anche se prossimo, ricordo, sicuramente; il pavé incubo o esaltazione, storia archiviata, almeno sino all'anno venturo, quando il carrozzone a pedali ritornerà in quelle zone ad infiammare il cuore fiammingo; i muri salutano e si trasformano, asfaltati e un po' più lunghi, verticali allo stesso modo; cambiano il loro nome in côtes, colli, e sono valloni, almeno per lingua e tradizione, anche se in questo caso sarà Olanda, o meglio Paesi Bassi, o meglio ancora Limburgo, striscia di terra persa tra Brabante e Gheldria, tra Belgio e Germania. di Giovanni Battistuzzi