E’ innegabile che, nell’ultima fase del suo mandato, Giorgio Napolitano abbia assunto un ruolo tutt’altro che “notarile”, inducendo una evoluzione impensabile delle relazioni politiche e chiedendo una restaurazione delle corrette regole istituzionali che considera violate dalla procura palermitana. Il suo partito di origine, il Pd, ha naturalmente apprezzato, di queste novità, ciò che penalizzava la concorrenza, sia quella esterna del Pdl, di cui si certificava l’inabilità a esercitare la funzione di governo, sia quella interna al sistema di alleanze tradizionali del centrosinistra, rappresentata dall’ala giustizialista.