Il regime siriano procede nella repressione del dissenso in tutto il paese anche durante il primo giorno di Ramadan, il mese sacro temuto per la sua capacità di compattare i fedeli, e quindi anche in senso lato i manifestanti. Le forze di sicurezza sono tornate a sparare a Hama, colpendochi rincasava dalla preghiera dell’alba. Nella città cinta d’assedio la conta dei morti, tre in tutta la giornata, sembra quasi benevola dopo il massacro di almeno 70 persone domenica. Leggi Se l’inflazione si mangia gli Assad