La campagna di stampa pressoché unanimistica che sostiene il tentativo di instaurare il governo tecnocratico ha dato la stura a una caterva di critiche ingenerose nei confronti della Lega nord, rea di non partecipare alla messa cantata e di rivendicare il ruolo della sovranità popolare. Si punta a rinchiudere il partito padano in una specie di riserva indiana, considerandolo poco più di un fenomeno folcloristico, accusandolo di non sentire l’ormai universale “responsabilità nazionale”.