Una rivolta sociopolitica contro l’oppressione, la corruzione, la repressione, la fame e lo spreco del potenziale del paese”. Così il leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, ha definito la piazza egiziana e la sua pretesa di cacciare il rais Mubarak. Se dietro a queste parole non ci fosse un progetto chiaro e pericoloso – allargare la propria influenza sino a un territorio ora ostile e isolare Israele per colpirlo meglio – il discorso del capo del Partito di Dio sciita libanese farebbe quasi sorridere.