Quando qualcuno ci chiede di riconoscerci in una proposta, in una parola d’ordine, in uno slogan, anche solo in una giornata di tardo inverno all’insegna dello sdegno, il minimo che possiamo fare è chiederci chi si indigna per cosa, contro chi, e perché proprio ora”. La giornalista Maria Nadotti, sul Corriere della Sera di ieri, è solo l’ultima delle voci femministe che in questi giorni hanno preso le distanze da certe chiamate alle armi in difesa della dignità delle donne, oltraggiata dalle feste di Arcore.