Quando arriva la notizia che un operaio è morto per un incidente al cantiere della Sapienza, dal corteo degli universitari precari si stacca un barbuto in giacca a vento verde e con la bomboletta di vernice scrive sul muro del Verano un perentorio: “22 dicembre. Mentre manifestiamo un’altro operaio è morto”. Un con l’apostrofo. Dalla folla parte qualche fischio blando contro lo sfondone grammaticale – “poi dicono che siamo ignoranti” – ma la didascalia cubitale della manifestazione romana di ieri è questa.