Sono passati diciotto mesi da quando il governo di Mariano Rajoy ha approvato una radicale riforma del mercato del lavoro, che i funzionari del governo di Madrid e alcuni quotidiani europei dipinsero come un enorme passo avanti per la Spagna nel suo cammino per uscire dalla dannazione economica. Anche se per ora i dati di Madrid sulle conseguenze di tale riforma non sono altrettanto rosei. Un’analisi del ministero del Lavoro spagnolo pubblicata all’inizio di questo mese certifica che la crescita annuale del numero di disoccupati è rallentata a un più 5 per cento nel secondo trimestre del 2013 dal più 18 per cento dello scorso anno. Leggi anche L’occidente impigrito torna a crescere, ma le riforme non finiscono mai - Forte Domare la pigrizia italiana si può, ma con scelte radicali su lavoro e Pa - Lo Prete Ci lasciamo impressionare troppo dalle cattive notize, dice Zingales