Robert Mugabe, il Camerata Bob, ha stravinto con l’inganno anche le ultime elezioni in Zimbabwe e la cosa è passata in cavalleria. Ci sono state meno violenze e intimidazioni rispetto ai voti precedenti, è vero, lo confermano gli osservatori internazionali (non americani ed europei, tenuti fuori dai confini). Mano a mano che i dati elettorali del 31 luglio sono studiati, però, si scopre quello che già si sapeva: che le elezioni regolari di cui pure si era parlato il giorno dopo sono state un imbroglio cucinato grossolanamente. Prendiamo i sei milioni e mezzo di elettori aventi diritto nel paese. Scorrendo le liste si vede che di questi un milione e mezzo, almeno, sono già morti oppure risiedono in un’altra parte dello Zimbabwe e quindi fanno sballare i conti.