Il primo inciucio non si scorda mai, tutt’al più si può provare a dissimularne la memoria del cuore. Massimo D’Alema non è un temperamento sentimentale, eppure nell’intervista rilasciata il primo maggio al Corriere della Sera ha fatto trasparire una entente con Silvio Berlusconi che nemmeno la più onesta dissimulazione avrebbe potuto sopire. Se il Cav. è noto per essere uno che mente sapendo di smentire, il suo ex collega di Bicamerale ha detto il vero sapendo d’incoraggiare il gioco dei retropensieri: “Voglio rivelarle che, durante l’elezione per il capo dello stato, il presidente Berlusconi ha avuto la cortesia di chiamarmi al telefono per spiegarmi le ragioni per le quali non riteneva possibile la convergenza sul mio nome".