Se c’è una cosa di cui George W. Bush non difetta è l’ottimismo. Non ne avesse avuto, probabilmente non sarebbe arrivato a pochi mesi dalla conclusione del suo secondo mandato alla Casa Bianca. Quando il presidente americano ha preso la parola, ieri mattina all’Economic Club di New York, per dire che “siamo in un momento difficile, ma l’economia riprenderà quota”, erano passate poco più di due ore da quando il presidente e Ceo di Bear Stearns, Alan Schwarz, aveva annunciato la “profonda crisi di liquidità” attraversata dal suo istituto. La banca, una boutique del credito con 85 anni di storia alle spalle, era da giorni al centro di voci su presunte difficoltà che hanno trovato conferma nella richiesta di aiuto che Schwarz ha avanzato a JP Morgan e alla Fed per uscire dalla crisi. Il fondo di investimenti e la Banca centrale americana non si sono tirati indietro, e hanno garantito all’investment bank newyorchese un prestito senza garanzie a 28 giorni. Una misura che, come ha sottolineato il numero uno di Bear Stearns, “potrebbe non essere sufficiente a superare la crisi”.