"Paradossalmente, il partito più attivo nel sostenere le preoccupazioni del Vaticano per la sacralità della vita è guidato da un ex comunista e autodichiarato “teista”, che non appartiene a nessuna chiesa. Giuliano Ferrara, direttore del piccolo ma influente quotidiano il Foglio, ha dato vita alla sua lista antiabortista sull’onda della sua campagna per una “moratoria” mondiale sull’aborto. Sebbene nessuno si aspetti che riesca a raccogliere molti volti, mesi e mesi di costante attenzione da parte del suo giornale hanno riportato la questione dell’aborto alla ribalta della scena, come non lo era mai più stata fin dal referendum del 1981, che ne aveva confermato la legalità. Le autorità ecclesiastiche hanno mantenuto le distanze dalla campagna di Ferrara, forse perché temono che una spinta eccessiva in senso proibizionista potrebbe rivelarsi controproducente, contribuendo a mobilitare il voto pro abortista, come già avvenuto nel 1981. Ciononostante, l’iniziativa di Ferrara è un esempio di quel genere di alleanza tra cristiani e non credenti comprensivi che Benedetto XVI ritiene necessaria per il rinnovamento spirituale dell’Europa e dell’occidente". Il testo integrale è sul Foglio quotidiano dell'11 aprile