Renato Brunetta comincia la sua stagione da ministro della Funzione pubblica con una ritmica tambureggiante. Applica la regola non scritta per ogni governo secondo cui ciò che non viene fatto nei primi tre mesi non sarà recuperato in seguito. E cerca di dare la sua impronta su un ministero che durante il precedente evo berlusconiano ha visto soltanto molti cambi di timone. Brunetta ha altro in mente. Si è lanciato a testa bassa contro un muro di gomma: la produttività dei pubblici dipendenti.