Quando il 20 dicembre 2012 il Ney York Times pubblicò “Snow fall”, in molti – seppur ammirati dal progetto – erano pronti a giurare che quella sarebbe stata un’esperienza irripetibile. Invece con “Snow fall” il giornale americano inaugurava un nuovo modo di raccontare storie al tempo del giornalismo digitale: un lungo testo che raccontava la disavventura occorsa a un gruppo di sciatori sorpresi da una valanga sulle montagne di Washington nel febbraio scorso, diviso in otto capitoli e corredato da fotografie, interviste video e grafici interattivi. Senza esagerare, è stato qualcosa di rivoluzionario per il giornalismo in cerca di identità e nuovi modelli. Irripetibile, appunto, si diceva.