Sulla prima pagina di Repubblica di ieri, appena sopra all’editoriale con cui Barbara Spinelli dichiarava guerra agli Stati Uniti, Roberto Saviano spiegava che il caso Snowden “dimostra che le democrazie sono cambiate per sempre”, che viviamo in “un mondo senza segreti” dato che “la rete ha posto fine a una prassi secondo cui le potenze raccoglievano e gestivano informazioni che, nel silenzio, servivano a mantenere equilibri di potere”. Da gran maestro dell’ovvio quale è, anche Saviano cade nel retorico attacco al Web.