L’apertura del cardinale Renato Raffaele Martino, presidente di Iustitia et Pax, all’ipotesi di un’ora di religione musulmana nelle scuole italiane – assicurando i debiti “controlli”, si tratterebbe, oltre che di un “diritto”, di un meccanismo che permetterebbe di evitare che i giovani di religione islamica finiscano nel “radicalismo”, ha detto il porporato – non è stata del tutto digerita nei piani alti del palazzo apostolico. Qui, infatti, si suole essere più prudenti quando in ballo vi sono questioni inerenti la religione islamica.